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Offidani Cristina - Il sapore delle mandorle - Swanbook Edizioni

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Offidani Cristina - Il sapore delle mandorle

Catalogo > Poesia
ISBN: 979-12-80357-59-5

pag. 72
prezzo di copertina: € 12,00
Cristina Offidani

ISBN 979-12-80357-59-5
Disponibilità immediata
Prezzo senza sconto12.00 €
Il sapore delle mandorle è quello dell’infanzia, quello dei dolcetti di pasta di mandorla che faceva mia nonna Rosetta in Puglia. Rappresenta le mie radici sulle quali ho cercato di ritornare in punta di piedi e in punta di penna per ricostruire l’immagine di me stessa, per ritrovare la vera sostanza della donna, solida e genuina come la pasta di mandorle.
 
La mandorla ha molto in comune con la donna, infatti da tradizione possiede un ricco simbolismo sia in quanto frutto sia per la sua forma geometrica che si ottiene dall’intersezione di due cerchi. Questa forma (vesica piscis) rappresenta l'unione di due mondi, due dimensioni o due concetti opposti, come il maschile e il femminile, il cielo e la terra, lo spirito e la materia. Si parla anche di mandorla mistica, sia nel contesto artistico che spirituale, raffigurata per evocare il mistero della creazione, l’incontro fra umano e divino e la ricerca di equilibrio interiore. Come frutto richiama alla rinascita e alla fecondità: il mandorlo, con i suoi fiori precoci, si associa al risveglio della natura a primavera e il guscio nel frutto richiama il mistero della vita che dentro si cela. Anche la donna custodisce il profondo mistero della maternità e ne porta il peso, è lei la creatura che si trova nel punto d’unione tra lo spirito e la carne proprio lì dentro il suo grembo dove si accende la scintilla divina che porta alla vita.
 
Il sapore della mandorla è dolce, delicato e ricorda il latte ma nel contempo ha un retrogusto amaro proprio come la donna, la quale stilla bellezza, dolcezza, purezza ma anche sacrificio, ingiustizia e dolore. La magia dell’infanzia evocata porta in sé non solo dolce nostalgia ma anche amare realtà che i miei occhi, non più ingenui ed illusi, ora vedono e condannano. Le parole mi aiutano a prendere le distanze e provare ad evolvere liberandomi da quel concetto di donna che incarnava mia nonna in un’epoca che la relegava in cucina a fare dolci. Ora guardo alla sopportazione silenziosa di mia nonna, ora riconosco il coraggio e la resilienza di mia mamma, che nella Puglia anni '60, rischiando ogni giorno le botte, si ribellò a un padre padrone che le impediva di studiare e di uscire di casa da sola in quanto femmina. Mia madre si iscrisse alla scuola superiore a 18 anni e riuscì poi ad affermarsi in diversi campi sociali tra cui quello politico. Ancora una volta però dovette affrontare i soprusi fisici e psicologici di un marito dalla doppia personalità che la voleva mentalmente sottomessa. La mia penna non vuole dimenticare il dolore e il coraggio di essere e diventare donna fino in fondo, affermando con le unghie e con i denti il proprio valore inalienabile.
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